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Articoli 2010
Un rabbino di uno degli insediamenti più violenti nella West Bank è stato interrogato con il sospetto di istigazione alla violenza, quando la scorsa settimana la Polizia israeliana ha intensificato la sua indagine su un libro in cui egli permette l’uccisione dei non ebrei, tra cui bambini e neonati.
Il rabbino Yitzhak Shapira è uno degli ideologi di punta dell’ala più estrema del movimento dei coloni religiosi. E’ conosciuto per essere un campione della politica di attacchi di rappresaglia «price-tag» contro i palestinesi, che include l’infliggere ad essi punizioni per ogni tentativo da parte di funzionari statali di far rispettare la legge israeliana sugli insediamenti.
Finora tale politica ha comportato principalmente violenze verso i palestinesi, con percosse inflitte dai coloni, attacchi a case, lanci di pietre, incendi di campi agricoli, uccisioni di bestiame e avvelenamenti di pozzi.
Si teme, però, che il libro di Shapira, «The King’s Torah», pubblicato lo scorso anno, sia destinato a offrire giustificazioni ideologiche per ampliare la portata di tali attacchi, includendo l’uccisione di palestinesi, anche bambini.
Sebbene Shapira sia stato rilasciato poche ore dopo il suo ultimo interrogatorio di lunedi, decine di rabbini, così come diversi membri del parlamento, si sono mobilitati per lui, condannando l’arresto.
Shlomo Aviner, uno dei leader del movimento dei coloni, ha difeso il contenuto del libro come una «presa di posizione legittima», che dovrebbe essere insegnata nei seminari ebraici.
Ma in un segno di crescente inquietudine ufficiale per l’influenza di Shapira sul movimento dei coloni, le autorità militari israeliane hanno minacciato la scorsa settimana di eseguire un ordine di demolizione, vecchio di dieci anni, del seminario di Yitzhar, che è stato costruito abusivamente.
Secondo Dror Etkes, un esperto di Tel Aviv sulla questione degli insediamenti, l’ordine molto probabilmente resterà ineseguito, ma è uno strumento per mettere pressione sui 500 abitanti di Yitzhar affinché contengano i loro attacchi più violenti.
A suo avviso, le autorità hanno assunto una linea più intransigente verso Yitzhar solo da quando Shapira e molti dei suoi studenti sono stati sospettati per l’incendio di una moschea nel vicino villaggio di Yasuf, lo scorso dicembre.
«Shapira sta cercando di ridefinire la natura del conflitto con i palestinesi, trasformandolo da conflitto nazionale a religioso. Il che spaventa Israele, che non vuole apparire in lotta con l’intero mondo islamico», dice Etkes.
Aggiunge che il rabbino ed i suoi sostenitori erano strettamente associati al Kach, il movimento fondato dal defunto rabbino Meir Kahane, che esige l’espulsione di tutti i palestinesi dal «Grande Israele». Nonostante Kach sia stato messo al bando, le autorità hanno in gran parte chiuso un occhio, mentre la sua ideologia si diffondeva negli insediamenti.
«Può essere illegale definirsi membri di Kach, ma le autorità sono più che tolleranti verso i coloni che la pensano così e compiono attacchi violenti. Di fatto, ciò che faceva Kahane negli anni ‘80 sembra un gioco da bambini a confronto con i coloni di oggi».
Nel libro di 230 pagine, Shapira e il suo co-autore, Rabbi Yosef Elitzur, anch’egli da Yitzhar, sostengono che la legge ebraica consente l’uccisione dei non-ebrei in una vasta gamma di circostanze. I termini «gentili» e «non ebrei» nel libro sono ampiamente intesi come riferimento ai palestinesi.
Scrivono che gli ebrei hanno il diritto di uccidere i gentili, in ogni situazione in cui «la presenza di un non ebreo mette in pericolo le vite di ebrei» anche se il non-ebreo «non è per nulla colpevole della situazione che si è creata».
Il libro sancisce l’uccisione di neonati e bambini non ebrei: «C’è giustificazione per l’uccisione di neonati, se è chiaro che si cresceranno per farci del male, e in tale circostanza può essere deliberatamente fatto loro del male, e non solo durante il combattimento con adulti».
I rabbini suggeriscono che colpire i figli dei leader non ebrei è un’azione giustificata se può costringerli a cambiare politica.
Gli autori hanno anche difeso il commettere «atti crudeli per creare un appropriato equilibrio del terrore», e il trattare tutti i membri di una «nazione nemica», come obiettivi di rappresaglia, anche se non partecipano direttamente ad attività ostili.
I rabbini sembrano offrire giustifcazioni secondo il diritto ebraico alla punizione collettiva e gli altri simili crimini di guerra commessi dall’esercito israeliano nel suo attacco a Gaza durante l’inverno del 2008.
Opuscoli che analogamente invitavano i soldati a «non mostrare alcuna pietà» sono stati distribuiti dal rabbinato dell'esercito quando le truppe si prepararavano per l’operazione di Gaza, in cui 1.400 palestinesi, la maggior parte dei quali civili, sono stati uccisi. I coloni religiosi sono arrivati a dominare molte unità di combattimento.
L’inchiesta condotta lo scorso anno da Yesh Din, un gruppo israeliano per i diritti umani, ha scoperto che il seminario di Shapira ha ricevuto finanziamenti governativi per almeno 300 mila dollari negli ultimi anni. Anche associazioni americane e inglesi hanno contribuito con decine di migliaia di dollari in donazioni deducibili dalle tasse.
Secondo il quotidiano Jerusalem Post, i coloni di Yitzhar hanno risposto all’ordine di demolizione contro il loro seminario minacciando di pubblicare i documenti che dimostrano che il ministero dei Trasporti e quello delle Abitazioni erano strettamente coinvolti nel progetto.
I coloni hanno ripetutamente imperversato nei vicini villaggi palestinesi, nel caso più noto nel settembre 2008, quando sono stati filmati mentre sparavano alle case di Assira al-Kabaliya, distruggendo proprietà e imbrattando i muri con stelle di David. Ehud Olmert, primo ministro del tempo, definì le azioni dei coloni un «pogrom».
Lo stesso anno uno studente religioso di Yitzhar è stato arrestato per aver sparato razzi fatti in casa sui villaggi palestinesi vicini.
In aprile, i coloni di Yitzhar hanno marciato sul villaggio di Huwara e distrutto a colpi di pietra la casa di una famiglia palestinese in «rappresaglia» per l’arresto di undici di loro.
Un colono di Yitzhar è stato interrogato il mese scorso per l’uccisione a colpi di arma da fuoco di un palestinese di 16 anni, Aysar Zaban, in maggio, dopo che delle pietre erano state lanciate alle auto dei coloni. L’adolescente è stato colpito alla schiena.
La scorsa settimana, i coloni hanno attaccato Burin, sparando agli abitanti del villaggio e bruciando le coltivazioni.
Nella maggior parte di questi casi, i coloni che sono stati arrestati sono stati rilasciati subito dopo, o dalla polizia o dai giudici. A gennaio, un giudice di Gerusalemme ha liberato il rabbino Shapira per mancanza di prove sull’attacco incendiario alla moschea.
Yitzhak Ginsburg, un’autorità in materia di diritto ebraico e un mentore di Shapira, è stato interrogato dalla polizia lo scorso giovedi a proposito della sua approvazione data al libro. In passato Ginsburg ha elogiato Baruch Goldstein, un colono che ha aperto il fuoco nella moschea Ibrahimi Hebron nel 1994, uccidendo 29 fedeli palestinesi.
Nel 2003 Ginsburg è stato accusato di istigazione per la pubblicazione di un libro a favore dell’espulsione dei palestinesi da Israele e territori occupati, ma le accuse sono state ritirate dopo la pubblicazione di una «dichiarazione di chiarimento».
Un gruppo che si fa chiamare «Gli studenti di Yitzhak Ginsburg» ha recentemente distribuito un volantino che così esortava i soldati israeliani: «Salva la tua vita e quella dei tuoi amici, non mostrare alcuna preoccupazione per una popolazione che ci circonda e ci danneggia».
Kach è stata fondata nel 1971 dal defunto Meir Kahane, un rabbino americano emigrato in Israele. Ha vinto un seggio nel parlamento israeliano, nel 1984, con l’obiettivo di cacciare tutti i palestinesi da Israele e territori occupati. In qualità di deputato, ha elaborato una proposta normativa per revocare la cittadinanza israeliana ai non ebrei e vietare i rapporti sessuali tra ebrei e gentili.
Al partito politico è stato impedito di correre per il parlamento israeliano nel 1988, e il movimento è stato bandito sei anni dopo. Anche se il gruppo è considerato un’organizzazione terroristica negli Stati Uniti e in gran parte dell’Europa, alla sua ideologia è stato consentito di prosperare negli insediamenti.
Oggi, decine di rabbini sposano un’interpretazione della legge religiosa ebraica identica o peggiore di Kahane.
Michael Ben Ari, un ex leader del Kach, è stato eletto deputato lo scorso anno per il partito di estrema destra Unione Nazionale, che detiene quattro seggi nel parlamento di 120 membri.
Avigdor Lieberman, che guida il terzo partito del Parlamento ed è ministro degli Esteri, per poco tempo ha fatto parte del partito, prima che fosse vietato. Lo stesso programma anti arabo del suo partito «Niente lealtà, niente cittadinanza» riecheggia l’ideologia di Kahane.
Jonathan Cook, scrittore e giornalista che vive a Nazareth, Israele. I suoi ultimi libri sono «Israele e lo scontro di civiltà: Iraq, Iran e il Piano di rifare il Medio Oriente», Pluto Press e «Disappearing Palestine: Israel’s Experiments in Human Despair», Zed Books. Il suo sito è www.jkcook.net.)
La versione originale di questo articolo è apparsa su The National ( www.thenational.ae), pubblicato ad Abu Dhabi