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Articoli 2011
Italia-Russia. Nel 2011 manovre terrestri e navali congiunte
Roma, 3 dic. (Apcom-Nuova Europa) - I ministeri della Difesa di Russia e Italia hanno deciso di tenere manovre navali congiunte ed esercitazioni militari che coinvolgeranno gli Alpini e paracadutisti russi. L'ha reso noto oggi la portavoce del Ministero della Difesa di Mosca Irina Kovalchuk, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Interfax.
"I ministri della Difesa hanno concordato di tenere esercitazioni congiunte tra forze paracadutiste e Alpini nel 2011", ha detto Kovalchuk. "L'obiettivo delle esercitazioni - ha aggiunto - è quello di migliorare il coordinamento durante le operazioni di atterraggio nelle montagne. La località possibile per le esercitazioni sarà discussa a livello di esperti militari tra i due paesi".
L'accordo è stato raggiunto oggi tra il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il suo omologo russo Anatoly Serdyukov a Sochi, dove c'è stato un vertice tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente russo Dmitri Medvedev.
I due ministri hanno anche discusso altri punti della cooperazione bilaterale. "Tra gli eventi congiunti tra i due paesi, i progetti dei ministeri della Difesa del 2011, particolare attenzione è destinata a IONEX-2011, le manovra navali congiunte, visite di navi nei porti russi e italiani, i negoziati intergovernativi per accordi per prevenire gli incidenti in mare, i programmi di scambio per gli studenti della accademi e militare, gli scambi di esperienza sulla sanità militare e sull'addestramento in quota".
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Le note preoccupate dell'ambasciata Usa.
A maggio del 2009, rivela il sito, da Mosca giungeva l'analisi dei diplomatici: "Rapporto personale tra i due è elemento chiave. Frequenti viaggi in Sardegna a spese del premier italiano".
Frattini rivendica: "Decidiamo noi su politica energetica". E sulla Georgia: "Noi avevamo ragione e Cheney torto"
"Quelle visite di Putin a Villa Certosa" Le note preoccupate dell'ambasciata Usa
ROMA - Il rapporto tra Putin e Berlusconi si conferma tema ricorrente e massima preoccupazione della diplomazia americana. Il nuovo capitolo della saga WikiLeaks è datato Mosca e riguarda le frequentazioni più personali tra i due leader, con scenario Villa Certosa, la residenza sarda del Cavaliere. "La relazione personale tra Putin e Berlusconi è un elemento chiave delle relazioni Italia-Russia, con Putin e la sua famiglia che fanno lunghe visite a Berlusconi nella sua residenza di famiglia in Sardegna a spese del premier", si legge in uno dei nuovi documenti pubblicati da WikiLeaks oggi, proveniente dall'ambasciata Usa di Mosca e datato 20 maggio 2009.
LEGGI IL CABLOGRAMMA 1
"Le relazioni economiche, specialmente i contratti di gas a lungo termine, sono un altro pilastro delle relazioni Italia-Russia e influenzano le politiche italiane verso Mosca", prosegue il cablogramma. "Il rappresentante dell'Eni viene spesso chiamato il secondo ambasciatore d'Italia in Russia". "Se l'Italia - conclude - dovesse smettere di contenere le politiche degli Stati europei verso la Russia, il governo russo avrebbe probabilmente bisogno di cambiare i propri calcoli politici".
Nell'informativa americana si tiene conto dei commenti del primo segretario dell'ambasciata italiana a Mosca, secondo il quale "l'interdipendenza economica non è senza costi"
e i "legami economici tra i due paesi sono stretti a sufficienza da influenzare la posizione politica dell'Italia nei confronti della Russia". Sempre secondo il funzionario dell'ambasciata italiana - i cui commenti sono stati utilizzati dall'ambasciata americana a Mosca nei suoi dispacci e ora pubblicati da Wikeleaks - la Russia "è semplicemente un partner economico troppo importante per noi" e i leader politici e i businessman italiani saranno "sempre attenti" nel trattare con la Russia, dato che "l'Italia esporta in Russia beni per un valore complessivo di oltre 10 miliardi di euro".
Ma la linea italiana, avanzata da Berlusconi ad Astana, si conferma di sdegnosa rivendicazione di autonomia. Ha questo tono l'intervista del ministro degli Esteri Franco Frattini a In mezz'ora di Lucia Annunziata: sulla propria politica energetica decide l'Italia e nessun altro. ''L'Italia -ha affermato il ministro- non si è mai sottratta a un impegno di trasparenza e collaborazione con gli Stati Uniti. Se la politica energetica dell'Italia sia giusta o no, questo lo decide l'Italia''. La quale, ha proseguito Frattini, ''ha un interesse nazionale di sicurezza e indipendenza energetica. La nostra strada è la differenziazione energetica, con Russia, Libia, Algeria, paesi del Golfo. Su questo decide l'Italia e solo l'Italia, io posso informare, ma nessuno può decidere in nostro nome''. Il ministro ha tuttavia sottolineato che su questo punto ''oggi frizioni tra noi e l'America non ce ne sono'' anzi in generale nella politica nei confronti della Russia ''c'è piena sintonia''.
Amicizia Berlusconi-Putin. ''L'amicizia personale tra Berlusconi, Putin e Medvedev ha un impatto che va al di là dei rapporti Gazprom-Eni'', ha detto il ministro degli Esteri, che ha poi spiegato che i rapporti personali del premier possono aiutare ''se la Russia deve essere un attore globale e se noi possiamo aiutarla a essere più fiduciosa nei rapporti con la Nato''. Questo, ha proseguito Frattini, vale anche nei casi come la Libia e la Turchia: ''Se vogliamo un partner come la Libia nel Mediterraneo pensiamo che si debba fare i conti anche con i rapporti personali'' con Gheddafi. E per la Turchia: ''Tutti sanno che è stato Berlusconi a far cadere il veto di Erdogan sulla nomina del nuovo segretario generale della Nato''.
Dossier energia: "Usa ringraziarono Italia". Gli Stati Uniti hanno "ringraziato" l'Italia per la "trasparenza con cui abbiamo affrontato il dossier energetico", ha detto ancora Frattini, rivelando i contenuti di un incontro avvenuto alla Farnesina con l'inviato di Barack Obama per l'energia, l'ambasciatore Morningstar. Per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico, il titolare della Farnesina, ha spiegato che "fu Hillary Clinton a chiedermi quali fossero le decisioni e le intenzioni dell'Eni su South Stream, a seguito della richiesta organizzai un incontro negli Stati Uniti dove Scaroni espose all'Amministrazione americana il piano strategico dell'Eni".
Gli errori di Cheney su Russia. "Ho condiviso tutte le scelte del governo in materia di politica nei confronti della Russia: scelte che si sono rivelate giuste, mentre erano sbagliate quelle di alcuni esponenti della precedente amministrazione statunitense", ha poi aggiunto Frattini commentando uno dei cablogrammi diffusi dal sito di WikiLeaks in cui l'ex vicepresidente Usa, Dick Cheney, criticava l'atteggiamento italiano in occasione del conflitto tra Russia e Georgia: "Noi ritenevamo che la posizione di Cheney non fosse corretta, isolare la Russia sarebbe stato un errore. Era desiderabile invece avviare un dialogo". L'Europa, grazie a Francia, Germania e Italia è stata unanimamente portata sulla posizione migliore, ha continuato Frattini: non isolare la Russia, rispettando l'integrità territoriale della Georgia. "Si tratta di rapporti vecchi: la storia è andata avanti, la storia è andata verso il ristabilimento di rapporti di stretta cooperazione tra Stati Uniti e Russia, come noi desideravamo", ha concluso Frattini.
Il ruolo della Farnesina. Il compito della Farnesina non è quello di contrapporsi al presidente del Consiglio nella politica estera, ha infine commentato il ministro riferendosi ai passaggi dei file di WikiLeaks in cui Frattini stesso viene definito puro "messaggero" di Berlusconi. Questo soprattutto in alcuni settori come la politica italiana verso la Russia: "Questa descrizione -ha commentato Frattini- sembra evidentemente presupporre qualcosa che in Italia non è mai stato né deve essere, e cioè il ruolo della Farnesina come antagonista rispetto al presidente del Consiglio". In realtà, ha proseguito Frattini, "le scelte strategiche sono state tutte condivise".
(04 dicembre 2010)
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