Emilio Giuliana


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In un ora il peggio dell'Italia

Articoli 2010

In un'ora il peggio dell'Italia. La Slovacchia domina, non basta il finale, Quagliarella, gol fantasma e rete annullata

Da campioni del mondo a scartine sul fondo: quale metamorfosi in quattro anni. È meglio andarsene che esibire ulteriormente lo scempio del calcio italiano di cui la Nazionale è la vera interprete. Se gli azzurri fossero andati oltre, arraffando il pareggio all’ultimo minuto come avrebbe potuto fare Pepe, non avrebbero salvato neppure la buona immagine che rimane in quanti non li hanno visti giocare contro la Slovacchia e nelle due partite precedenti. Teniamoli nell’ignoranza. Nascondiamo sotto un burqa mediatico una squadra che per un’ora è parsa un insieme di passanti che non avevano mai giocato a pallone. Meglio finirla qui, tanto si è capito che la prossima volta sarebbe stata uguale a questa. È stato uno spettacolo imbarazzante che non si rivaluta per quanto è successo nell’ultima mezz’ora, con il tiro di Quagliarella salvato sulla linea (o oltre?) da Skrtel che sarebbe valso l’1-1; con la rete annullata ancora a Quagliarella al 40’ per un fuorigioco molto dubbio e che avrebbe determinato il 2-2; con la deviazione sballata sotto porta da Pepe al 50’ che avrebbe firmato il 3-3 e il passaggio agli ottavi. Sono episodi. Come lo è l’errore dell’arbitro inglese Webb quando ha visto il cazzotto del portiere Mucha a Quagliarella e lo ha ammonito anziché espellerlo.

Messe insieme suonano come un concerto di recriminazioni. Mai spiegazione sarebbe più falsa. L’Italia non ha perso di misura contro la Slovacchia che arrivava al match dilaniata dai litigi e con il morale sotto i tacchi. Tre tiri in due gare, confermavano le statistiche della Fifa. Per loro è stato come andare alla pesca di beneficenza: un premio si porta sempre a casa. L’Italia non ci ha capito niente. Lippi aveva scelto un tridente con il centrocampo puntellato da Gattuso che non è più lui ma è pur sempre qualcosa: con quell’impianto avrebbe dovuto risolvere i problemi di attacco senza scoprire la difesa. Un’illusione. Iaquinta, conservato in formazione nonostante le flebilità delle prime partite, non ne azzeccava una. Di Natale naufragava come un giocatore di paese. Pepe inquietava il sonno dei tifosi juventini che lo godranno dai prossimi mesi. L’insieme era surclassato dalla velocità e dalla pressione degli slovacchi: De Rossi non teneva Hamsik e non azzeccava un lancio, centrando la prestazione più sballata da quando è in Nazionale. Montolivo tornava se stesso, cioè una speranza mai espressa. La difesa si adeguava, franavano tutti. Mai visto un Chiellini tanto bollito di gambe e di testa.

Lippi si è preso le responsabilità ma in campo c’erano professionisti e non bambini dei primi calci. L’Italia traballava come un tavolino instabile. Le azioni si accartocciavano in dieci metri quadrati, non c’era triangolazione che funzionasse né proiezione di successo. Gli slovacchi assomigliano a un gruppo di Skinheads, non sono giocatori sontuosi, eppure prendevano il controllo e, nonostante gli errori, non lo mollavano. Sbagliava subito il tiro Hamsik lasciato solo in area da Criscito, colpiva invece Vittek. De Rossi commetteva una castroneria in appoggio verso Montolivo, Kucha intercettava e lanciava l’attaccante del Lilla nel corridoio giusto: destro basso e gol. In tutto il primo tempo l’Italia non arrivava mai al tiro nitido, gli slovacchi impensierivano il terrorizzato Marchetti con due conclusioni da fuori. La ripresa offriva di meglio con l’ingresso di Pirlo e il passaggio al 4-2-3-1. Con la regia del milanista decollava anche Quagliarella cui Lippi aveva rinunciato per salvare Iaquinta e Di Natale.

Con il senno di poi, una fesseria. Finalmente c’era chi prendeva palla e la distribuiva. Mancavano i terminali però si vedeva un barlume di azione sulla sinistra dov’era l’attaccante del Napoli. Dal 22’ (il salvataggio di Skrtel sulla botta di Quagliarella) l’Italia poteva parlare anche di sfortuna e arrivavano i gol: deviazione facile di Di Natale per il 2-1, gran conclusione da fuori di Quagliarella per il 3-2. Restavano i problemi. Le reti degli slovacchi erano indecenti. L’ultima nasceva addirittura da una rimessa laterale che lanciava Kopunek sfuggito a De Rossi. Roba da oratorio. Questo però è il Mondiale.

Marco Ansaldo

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