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Articoli 2010
Gens Iulia
pubblicata da Emilio Giuliana il giorno martedì 2 novembre 2010
Grazie a Dio in questi giorni sono diventato padre per la terza volta. Il parto di una donna è la dimostrazione assoluta della potenza del creato e del creatore, il miracolo per eccellenza, la vita! Sangue del proprio sangue, che perpetuamente da continuità alla specie umana, nelle varie molteplicità e specificità, in una sola parola “EREDITARIETA’”! Eredità sanguinea, somatica, culturale, religiosa, calligrafica, ordine, consapevolezza, peculiarità che caratterizzano un uomo, che lo rende simile ed affine ad altri uomini, resi comunità distinte da altre, per origine territoriale, la PATRIA! Il termine "nascita, razza, stirpe" trova la radice etimologica dalla parola greca Ghénos, da ghignomai "nascere, generare", termine indoeuropeo fondamentale, di larghissima attestazione (latino génus, gignére, sanscrito janas, antico nordico kyn, gotico kuni, inglese kin, inglese king, tedesco König, svedese konung, etc., "re", nel senso di pater patriae) la cui radice è presente nella nostra lingua non solo nelle parole "generare, genitore, genio, gente, germe, indigeno, progenie", ma dal participio passato ottenuto dal grado ridotto della radice - anche in "nascere, nazione". Essa rimanda all'importanza assegnata dalle culture ariane tradizionali all'atto della generazione e alla cura della stirpe come partecipazione attiva al compito dell’Ordine cosmico, a cui si è a propria volta sottoposti. Un opposizione basilare, quindi, ad ogni idea promiscua e indifferente verso il sangue e l'aspetto-qualità. In contrapposizione all’armonia del creato, la “sinagoga di Satana” instancabilmente e con ogni mezzo possibile opera per il sovvertimento delle Leggi Naturali. Per perseguire l’ignobile fine, ha inoculato nelle società occidentali (solari) i germi mortiferi del relativismo e dell’edonismo, dapprima infettandone lo spirito, finita l’incubazione ha ammalato la moralità, fino ad indurre l’ uomo ad accettare la propria eliminazione fisica! Si, l’uomo in quanto ostacolo al nuovo ordine mondiale (non è una contraddizione in termini) deve essere ucciso. I mezzi sono molteplici, ma il più subdolo, raccapricciante ed infame è l’eliminazione dell’uomo con la macabra pratica dell’aborto! La strategia che giustifica l’infanticidio è molto sofisticata, attuata attraverso gli strumenti che plasmano l'opinione pubblica - giornali, radio e Tv, partiti politici, agenzie. Dentro questa strategia, ha un ruolo decisivo l'incessante lavoro di disinformazione per convincere la gente che la vita umana inizia in un momento diverso dal concepimento.
E’ ovvio e accettato che il regresso delle nascite attenta, in un primo tempo le capacità di sviluppo dei popoli e in seguito li conduce all’estinzione e alla morte. Vale la pena riportare uno stralcio dello studio del dott. Riccardo Korherr (era un bavarese, nato nel 1903 a Regensburg. Dopo aver frequentato l’università nella facoltà di legge e sociologia, scrisse: Dominazione delle nascite: morte dei popoli) dal suo volume, dove l’autore esamina la situazione demografica italiana dell’epoca: <Il massimo coefficiente di natalità si ebbe nel quadriennio 1881-’85, con trentotto nati per ogni mille abitanti. Poi cominciò la discesa lenta, ma continua (…). Nel 1915 il quoziente di natalità è già al 30,5 per mille. Nel 1920 si spinge a 31,8 per mille (…). Ma dopo questa punta comincia il movimento regressivo, che giunge al quoziente del 26,9 per mille nel 1927. Mentre per perdere otto punti ci sono voluti prima della guerra trent’anni, sono bastati sette del dopoguerra a farne perdere quattro>.
Uno dei cavalli di battaglia di Benito Mussolini fu proprio il problema demografico in uno studio riguardante questo problema nelle varie età, dalle antiche e, man mano sino a quella contemporanea. Ecco come il Duce, oltre settantacinque anni fa intravide la sorte dell’Europa. (Da Il Popolo d’Italia del 5 maggio 1934 XXI): <La dimostrazione che il regresso delle nascite attenta in un primo tempo alla potenza dei popoli e in un successivo tempo li conduce alla morte, è inoppugnabile. Anche le varie fasi di questo processo di malattia e di morte sono esattamente prospettate ed hanno un nome che le riassume tutte: urbanesimo e metropolismo. A un dato momento la città cresce meravigliosamente, patologicamente non certo per virtù propria ma per un apporto altrui. Più la città aumenta e si gonfia la metropoli e più diventa infeconda. La progressiva sterilità dei cittadini è in relazione diretta con l’aumento rapidamente mostruoso della città. Berlino che in un secolo è passata da centomila a oltre quattro milioni di abitanti è oggi la città più sterile del mondo. Essa ha il primato del più basso quoziente di natalità non più compensato dalla diminuzioni delle morti.
La metropoli cresce, attirando verso di essa la popolazione della campagna, la quale, però, appena inurbata, diventa, al pari della preesistente popolazione, infeconda. Si fa il deserto nei campi: ma quando il deserto estende le sue plaghe, abbandonate e bruciate, la metropoli è presa alla gola. Né il suo commercio, né le sue industrie, né il suo oceano di pietre e di cemento armato possono ristabilire l’equilibrio, ormai irreparabilmente spezzato; è la catastrofe.
La città muore, la nazione senza più linfe vitali della giovinezza delle nuove generazioni non può più resistere composta com’è ormai di gente vile ed invecchiata al popolo più giovane che urga alle frontiere abbandonate. Ciò può ancora accadere e accadrà. E non soltanto fra città e nazioni, ma in un ordine di grandezza infinitamente maggiore. L’intera razza bianca, la razza dell’occidente può venire sommersa dalle altre razze di colore che si moltiplicano con un ritmo ignoto alla nostra. Negri e gialli sono dunque alle porte?>.
Elucubrazioni deliranti a favore di applicazioni per il controllo delle nascite (paradossalmente da un lato ci si dispera per la presenza sempre più numerosa di immigrati) sono propagandate e caldeggiate anche in ambienti conservatori! Purtroppo, alcuni “camerati” sposano consapevolmente o inconsapevolmente le stesse finalità dei “nemici giurati” delle società classico tradizionali! Nemici molto noti: uno dei primi a porre il problema demografico fu un membro della Pilgrims' Society, nel 1925, Raymond P. Fosdick, presidente della Fondazione Rockefeller, sottosegretario generale della Società delle Nazioni, intimo del presidente U.S.A. Woodrow Wilson e del "Colonnello" House, fondatore, assieme al finanziere Thomas W. Lamont (uno dei finanziatori del primo bolscevismo) e al menzionato Colonnello House, del C.F.R., il vero governo americano. Per studiare il problema della popolazione Fosdick fondò nel 1934 il "Memorial and the General Education Board". Nello stesso periodo Herbert G. Wells, membro della società magica rosicruciana Golden Dawn e della Fabian Society, dichiarava: "... la comunità mondiale che noi desideriamo, la comunità mondiale organizzata che conduce e assicura il proprio progresso, esige quale condizione principale un controllo deliberato della popolazione". Poi sopravvenne la guerra e il piano neomalthusiano fu temporaneamente accantonato giacché lo stesso conflitto operava già in tal senso con molta efficacia. Terminata la grande strage, il controllo demografico tornò ad essere un leitmotiv in campo mondialista assumendo di volta in volta la definizione di "controllo pianificato della popolazione" o "optimum di densità di popolazione umana nel mondo", ma senza ricerca di alcuna (per altro prematura) legittimazione internazionale dal momento che l'opposizione al disegno, soprattutto della Chiesa cattolica, era in Occidente "formidabile". Non per questo l'attività conobbe sosta: nel novembre 1952 John Davidson Rockefeller III fondava il famoso "Population Council" assieme all'israelita Lewis L. Strauss, segretario del presidente U.S.A. Herbert Hoover (membro del C.F.R.) durante la prima guerra mondiale, consigliere di Wilson nel 1919 a Versailles, ammiraglio della flotta americana durante la seconda guerra mondiale e associato attraverso Mortimer Schiff alla banca Kuhn & Loeb dal 1929 al 1947. Nel 1953 Lewis L. Strauss, socio della Kuhn & Loeb e legato ai Rockefeller, venne chiamato a presiedere la Commissione dell'Energia Atomica americana. Il "Population Council" si rivelò presto uno dei più poderosi centri propulsori a livello mondiale delle campagne per il birth control (= controllo delle nascite), per gli aborti e la diffusione di contraccettivi; bacino collettore di imponenti sovvenzioni messe a disposizione da decine di fondazioni e multinazionali americane. La sola Fondazione Ford, nel 1952, e di nuovo nel 1970, dotava di 110 milioni di dollari i progetti relativi alle limitazioni demografiche. Nel 1956 viene posta in vendita per la prima volta in America la pillola antibaby, contraccettivo orale inventato dal professore israelita Gregory Goodwin Pincus, (1903-1967), laureato di Harvard, mentre la Fondazione Rockefeller faceva pressioni sulla commissione pontificia affinché venisse approvata la pillola, secondo le denunce del Segretariato per l'informazione e gli studi familiari di Versailles.
"È nelle nostre logge, dichiarava Edwige Prud'homme, Gran Maestra della Gran Loggia femminile francese, che furono prese, quindici anni fa, le prime iniziative che condussero alla legislazione sulla contraccezione, il familialplanning e l'aborto" (Le Monde, 26.4.1975). "Negli anni Cinquanta un'équipe di medici libero-pensatori di lingua francese, il gruppo Littré, decide di impegnarsi nella battaglia a favore della contraccezione. Pierre Simon è dei loro. Inventata dopo la guerra, messa in commercio altrove, la pillola in quel periodo è un mito assoluto in Francia... L'opinione pubblica non è pronta. I pionieri della pianificazione familiare moltiplicano le tournée in provincia portando da Londra, come contrabbandieri, valige colme di diaframmi" (Figaro Magazine, 24.11.1979).
Da parte sua, nel libro De la vie avant tout chose, il medico israelita Pierre-Felix Simon, Gran Maestro della Gran Loggia di Francia e animatore del Movimento francese per il Planning Familial (creato nel 1956), scriveva parole illuminanti: "Il conflitto fra la contraccezione e i valori socio-religiosi del passato è inevitabile .... La contraccezione liberatoria ha fatto cadere il muro delle fatalità tradizionali. La sua scomparsa apre un campo libero in cui bisognerà instaurare una nuova morale, quella nella quale, come nella ricerca iniziatica, alla ricerca della sua unità originale ... l'uomo raggiunge le sue fonti" (Paris, Ed. Mazarine, 1979).
Una prescrizione talmudica insegna che un bimbo acquisisce dignità umana solo dopo il quarantesimo giorno dal concepimento!
Idee e concezioni mortifere, in netta contraddizione con la visione di un mondo cavalleresco votato alla strenua difesa della vita, devono essere eradicate. Un fronte comune, compatto, instancabile e deciso a difesa dell’uomo e dei suoi cuccioli fin dal concepimento. Per la nostra patria, i nostri antenati, per la grandezza del nostro futuro, arrestiamo lo scorrere del sangue innocente dei nostri figli, sacrificati sull’altare della dissoluzione!
Da qualche giorno la Caritas ha diffuso la notizia che in Italia sono presenti 5milioni di stranieri( altri 5 milioni saranno clandestini). Paradossalmente, per la dura legge del contrappasso, dal 18 maggio 1978 ( data in cui veniva approvata la legge 194 che legalizzava in Italia l’aborto ) all’anno 2010 sono stati abortiti 5milioni di cuccioli di italiani!
Emilio Giuliana