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Articoli 2011
Colpo di Stato sionista in Tunisia?
pubblicata da Emilio Giuliana il giorno mercoledì 19 gennaio 2011
Veterans Today
E’ in atto in Tunisia un colpo di Stato sionista per prendere pieno controllo del petrolio e del gas dell’Algeria, della Libia? Ecco un’indagine dall’interno
La Tunisia è la prima vittima dell’operazione israeliana di pubbliche relazioni (nota come) Wikileaks? (1)
Parte Prima
Tutte le impronte digitali portano alla struttura israeliana a Washington ed alle reti sioniste del Nord Africa. Come brillantemente spiegato da Jeff Gates, la teoria del gioco di guerra di Wikileaks ( http://www.veteranstoday.com/2010/12/01/wikileaks-%E2%80%93-more-israeli-game-theory-warfare/) è funzionale a molti scopi ed obiettivi. Ne faranno parte Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto?E’ in atto in Tunisia un colpo di Stato sionista per prendere pieno controllo del petrolio e del gas dell’Algeria, della Libia? Ecco un’indagine dall’interno
Date importanti per la Tunisia
Nel 2000, il presidente Ben Ali, che si riteneva fosse protetto dal Mossad israeliano e dai servizi di sicurezza francesi (le reti sioniste francesi del Nord Africa), ruppe ogni legame diplomatico con Israele dopo la seconda intifada.
Nel 2009 la Tunisia firmò un corposo patto di cooperazione economica e tecnica con la Cina.
Ottobre 2010 - Sakhr El Materi, presidente del Gruppo Parlamentare dell’Amicizia Tunisino-Americana - imparentato con Ben Ali in quanto Materi è sposato con Nessrin, una delle figlie di Ben Ali - ebbe colloqui con americani di altissimo rango del Pentagono e del Dipartimento di Stato.
Novembre 2010 - Un cablogramma proveniente dall’ambasciata americana a Tunisi e diffuso da Wikileaks descrive l’entourage della famiglia del presidente Zine El Abidine Ben Ali come una «quasi Mafia» a causa della sua «corruzione organizzata».
Mohamed Bouazizi. «Si è dato fuoco fuori dall’ufficio del Governatore», oppure «si è dato fuoco alla stazione dei bus?» «Ha presumibilmente deciso di andare a Tunisi e parlare al Presidente... ed è arrivato alla stazione dei bus». Si ritiene che non sia morto il 5 gennaio, ma che sia morto qualcun altro con le sue stesse generalità.
17 dicembre - Mohamed Bouazizi, diplomato universitario 26enne, si è dato fuoco nella città tunisina di Sidi Bouzid per protestare contro la disoccupazione. Le notizie riferiscono che sia morto per le ustioni il giorno 5 gennaio. Nell’Islam, il suicidio è proibito in quanto considerato un peccato.
Si dice che Mohamed Bouazizi sia ancora vivo.
24 dicembre 2010 - un importante pensatoio di Washington (l’Institute for Policy Studies), pubblica un articolo circa un possibile cambio di governo in Tunisia ( http://www.fpif.org/blog/immolations_draw_attention_to_wikileaks_tunisia_cables_part_4):
«Farà ben ricordare ai tunisini, ed anche al loro presidente Ben Ali, di quanti alleati dell’America si siano sbarazzate le differenti amministrazioni USA...».
7 gennaio 2011 - Elliot Abrams del Council on Foreign Relation (Elliott Abrams, Is Tunisia Next?, http://blogs.cfr.org/abrams/2011/01/07/is-tunisia-next/) sembra suggerire che la caduta di Ben Ali potrebbe essere una buona cosa. «I tunisini sono chiaramente stufi di vedere tutte quelle gigantografie e quadri di Ben Ali su muri, manifesti e cartelloni sparsi per tutto il Paese... Se la Tunisia potrà muoversi verso la democrazia, gli algerini, gli egiziani ed anche i libici si chiederanno perchè non lo potrebbero farlo anche loro...».
8 - 10 gennaio - Molte altre persone muoiono in tre giorni di rivolte. Sono al lavoro misteriosi cecchini dai tetti.
13 gennaio. L’esercito si ritira da Tunisi, che rimane occupata dalle forze speciali. I capi del ramo nord-africano di Al Qaeda/CIA chiedono la destituzione di Ben Ali.
14 gennaio - Ben Ali lascia il Paese. Ripensiamo all’operazione NATO/CIA nota come Operazione Gladio.
15 gennaio - «Ben Ali... ci dava sicurezza. Ora che se n’è andato, guardate alle devastazioni», così dice Mohamed, un operaio di una ditta di trasporti che sta osservando un negozio di elettrodomestici saccheggiato e dato alle fiamme (President’s exile leaves security vacuum).
«La stazione centrale di Tunisi è stata data alle fiamme e colpi di arma da fuoco sono stati sentiti mentre i soldati intervenivano per interrompere i saccheggi in città...».
«L’Agenzia di informazioni Reuters riferisce che squadre di uomini in abiti civili percorrevano la città di Tunisi su auto ad alta velocità sparando a casaccio su persone e case» (Army on streets amid Tunisia unrest).
«Nella capitale Tunisi ed in altre zone del Paese, i residenti riferiscono di bande con mazze e coltelli che attaccano case ed appartamenti. Gruppi organizzati si dice abbiano attaccato negozi, ospedali e fabbriche. Molti si sono ammucchiati dentro auto a noleggio rubate ed hanno scorazzato per la città e le periferie fermandosi solo per spaccare ed incendiare».
«La sensazione è quella di un colpo di Stato militare, mentre è difficile cogliere il minimo profumo di quella che è stata indicata come la Rivoluzione dei Gelsomini» (Wedeman: Tunisia’s military putting boot on ‘Jasmine Revolution’) (fonte www.aangirfan.blogspot.com).
Questo è quanto mi è stato inviato tramite il sito web negli ultimi giorni, dove un caos ed una rivolta deliberati stanno toccando tutta la popolazione della Tunisia.
«Noi, la gente della Tunisia rivoluzionaria, vorremmo condividere con voi, genti del mondo, la nostra felicità per la caduta, dovuta al volere del popolo, di una gigantesca dittatura e testimoniare che l’attuale situazione rimane inequivocabilmente atroce:
- Nessuna sicurezza civile, le persone non si sentono sicure a casa loro dato che i miliziani sembra abbiano sparato a molti civili innocenti e disarmati. Questi terroristi sembrano parte del deposto regime di Ben Ali e sembrano fare ciò per diffondere panico e paura fra le persone innocenti. Questi terroristi armati derubano supermercati e case.
- Insostenibilità dei prezzi di cibo ed acqua: siamo all’emergere dell’inflazione con i prezzi che stanno salendo molto in alto e l’acqua è stata inquinata in alcune zone del Paese, e come risultato molte persone sono state curate nell’ospedale di Sahoul nella Sousse.
- Nessun governo attendibile, l’attuale governo temporaneo è sempre stato una parte intrinseca della caduta dittatura. Benchè la testa della bestia sia volata in Arabia Saudita, il resto del suo corpo è ancora ben vivo nel nostro Paese: tutti i suoi ministri ed assistenti e tutte le forse di Polizia che hanno operato a beneficio del dittatore. Noi, col sostegno di tutti i popoli del mondo che amano la diffusione della libertà nella nostra società umana, lavoreremo insieme per sconfiggere tutte le forze del male e diffondere la vera democrazia e la libertà non solo in Tunisia ma anche nelle nazioni arabe ed islamiche, ed altrettanto nell’intero pianeta. ’umanità, l’esempio che la storia non registra nessun caso di libertà regalata alla gente, questa è una libertà autentica realizzata dalla gente a favore della gente. Siamo un Paese ricco grazie alla volontà del nostro popolo di vivere libero da qualsiasi tipo di dittatura, sia quella dei passati colonizzatori, sia quella del ladronesco regime francese, sia quella del falso sistema democratico americano».
Questo è un esempio autentico che diamo a tutta l
Origini delle Reti Sioniste del Nord Africa
Le nazioni del Nord Africa sono governate dai militari e dalle forze di Polizia, e sono delle vere dittature. I dominatori sono stati messi al potere dai francesi, e più precisamente, l’amministrazione arabo-ebraica è alla guida del Nord Africa per conto della Francia tramite il Decreto Cremiuex del 1870, che permetteva alla popolazione ebrea locale di ottenere la cittadinanza francese e di amministrare le nazioni. So che Veterans Today ha bandito Wikipedia, ma questo è l’unico link che abbia trovato che spieghi la cosa ( http://en.wikipedia.org/wiki/Adolphe_Cr%C3%A9mieux).
Dietro ai Servizi Segreti di Marocco, Algeria e Tunisia abbiamo i Servizi Segreti della Francia; non c’è mai stata una reale loro indipendenza. Il Generale Charles De Gaulle diede l’indipendenza politica ma mantenne la piena supervisione sull’Algeria - straricca di petrolio e di gas naturali - e lo fece con l’aiuto di una speciale rete di amministratori.
Le nazioni del Nord Africa sono tutte rette da militari o dalle forze di Polizia e sono autentiche dittature. I governanti delle tre nazioni sono stati messi al potere dal governo francese che è il vero governatore.
Algeria e Libia hanno accusato il Mossad di essere dietro alle rivolte di Algeria e di Tunisia.
The Libyan foreign security agency has accused Mossad and Morocco. http://www.ennaharonline.com/en/news/5530.html
Si dice che il Marocco rappresenti un importante programma operativo della CIA con una notevole rete di Servizi Segreti franco-sionisti diretta dai Servizi Segreti francesi del DST/DCRI, il Marocco è anche un terreno di reclutamento (vi sono molte prigioni segrete dove i Musulmani detenuti vengono torturati, ed anche numerosi campi, del tipo di quelli impiantati in Afghanistan ed in alcune zone del Pakistan, e che sono completamente gestiti dalle reti franco-sioniste. Uno dei famosi - od infami - gruppi è quello della GIA, che sta per Gruppo Islamico Armato, progenitore dell’attuale Al Qaeda nel Maghreb islamico. Tali gruppi sono gestiti dai Servizi Segreti di Algeria e Marocco, e supervisionati da Parigi tramite la polizia segreta del DCRI ( Direction Centrale du Renseignement, già DST, Direction de la Surete du Territoire).
La francese DCRI è alla guida e al controllo degli arabi safarditi, che sono soprattutto coloni europei o loro figli nati in Algeria durante l’occupazione. Sono chiamati Piedi Neri,
( http://en.wikipedia.org/wiki/Pied-Noir), la maggior parte di essi è ebrea ed amministra direttamente la colonia francese.
Secondo la Libia, gli attivisti del Movimento Amazigh - movimento sostenuto dai servizi segreti del Mossad - stanno guidando un piano volto a spaccare il Maghreb, dopo aver avuto successo in Iraq, Libano, Sudan e Yemen.