Emilio Giuliana


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A Emilio Giuliana

Interviste

DT 1 – Può dirci le ragioni per cui ha scelto di entrare nel mondo della politica, e in breve, riassumerci la sua storia politica?

EG Un gigantesco processo è stato messo in moto dalla nostra società, presentato come il frutto della liberazione globale: il soggetto che si libera dalle catene della famiglia, dell’autorità, dei tabù, delle repressioni. Finalmente liberi di vivere la propria condizione vitale, il proprio corpo, la propria sessualità…, ma come? Questo processo ha generato catastrofi della vita collettiva di cui non abbiamo ancora precisa cognizione… Viviamo in una società di individui che avvertono di essere espropriati di qualcosa, che vivono dolorosamente lo scarto fra la realtà e il desiderio, tra la condizione reale della loro esistenza e la condizione immaginata attraverso il sogno alimentato dai media, della fiction, dei modelli imperanti. Il paragone tra la vita reale e il sogno dei modelli irraggiungibili produce sofferenza e insicurezza, a dispetto di valori fondamentali, propri della natura stessa dell’uomo: da un lato l’elemento sociale, – e non socialista (il sacrosanto e doveroso riconoscimento della giustizia sociale all’interno di una Comunità: piano orizzontale – dimensione fisica) unito all’elemento patriottico e non nazionalista (Dio, Patria, Famiglia: piano verticale – dimensione metafisica del sacro e del mistero) ha sempre dato buoni frutti. A me preme difendere i valori che crescono sull’albero dei “buoni frutti”.

DT 2 – E’ innegabile che Lei è molto spesso sotto i riflettori dei mass media (giornali e tv locali, nonché su siti nazionali ) per comportamenti e dichiarazioni che possiamo definire forti. C’è chi dice che questi atteggiamenti siano messi in atto solo per potersi mettere in mostra, mentre altri pensano che davvero Lei dia voce a un pensiero diffuso ma che non viene espresso liberamente. Cosa ci dice in merito e/o vi è un’altra ipotesi che non è stata presa in considerazione?

EG – Non si tratta di una patologia narcisista. Sono dipendente delle Ferrovie dello Stato spa, percepisco uno stipendio mensile di 1300 euro. In questi anni sono stato oggetto di vandalismi, denunce con relativi costosissimi processi. Oltre i costi materiali che con grandi sforzi economici ho dovuto sostenere, ho avuto pesanti ripercussioni in ambito familiare. Dopo l’ennesima minaccia di morte ricevuta (proiettili), mia moglie gravata dalla paura e innumerevoli tensioni, ha avuto un aborto “causato clinicamente” da una emorragia durante il terzo mese di gravidanza. Non scendo nei particolari delle circostanze, perché non sopporto i patetici e chi si auto commisera, però garantisco che episodi di questo tipo lasciano ferite permanenti! Di questo tipo di attenzioni ne avrei fatto volentieri a meno, però le proprie idee hanno il prezzo del coraggio.

DT 3 – In una sua intervista all’ Adige ho trovato una sua affermazione interessante e anche onesta, riguardo alla formazione delle liste, ha parlato della difficoltà di trovare un numero sufficiente di candidati, soprattutto donne. Su questo volevo chiederLe se pensa che sia necessario eliminare l’obbligo di avere un numero minimo di donne in lista, cosa pensa in generale delle quote rosa e cosa ne pensa della legge elettorale nazionale ( la famosa legge nº 270 del 21 dicembre 2005 o legge “Calderoni”)

EG – Le quote rosa sono offensive e irrispettose, perché calpestano la dignità, l’insieme e l’intelligenza delle donne. Ho la fortuna di essere il fratello maggiore di due sorelle, di avere uno splendido rapporto con mia moglie, mia madre, mia suocera, mia figlia, mia nipote: sono cresciuto tra le donne. Quando si parla di “quote rosa”, le donne a me prossime manifestano tutta la loro contrarietà, ammonendo che ognuno è libero di scegliere il proprio parco naturale, ma che loro, non si sentono animali da riserva. E’ ipocrisia affermare che le quote rosa possano “sanare” una disuguaglianza politica, in quanto le donne sono gravate dai innumerevoli impegni sacrosanti che le tengono lontane dai palazzi. A loro il privilegio di portarci alla vita. La legge elettorale N°270 dallo stesso Calderoni fu chiamata Porcellum! Una legge che palesa tutti i limiti e i controsensi della democrazia italiana. I partiti mettono in lista i più obbedienti, il popolo sceglie solo uno schieramento e un programma che spesso rimane solo un proclamo.

DT 4 – Sempre da quella intervista a L’Adige prendiamo spunto per chiederle un chiarimento. Il giornalista le porse la domanda se lei si riteneva razzista, la sua risposta, che riassumo fu: “Razzismo è quando una popolazione ne schiavizza un’altra” E’ ancora convinto di ciò? Non è che questa è una falsa interpretazione del termine “razzismo” che in realtà significa “essere convinto che la specie umana sia suddivisa in razze distinte e che conseguentemente sia possibile determinare una gerarchia tra le stesse” ? Le sue dichiarazioni sul Islam, omosessuali e i rom, secondo Lei possano rientrare nella corretta definizione di razzismo o vi è un’altra interpretazione?

EG – In epoche diverse i filosofi Cartesio e David Hume sostenevano che la realtà fosse frutto di una immaginazione collettiva, concetto contrario a quello insegnato e tramandato da altri illustri filosofi, vedi Platone, Aristotele, Socrate, Sant’Agostino, Sant’Tommaso. Questa premessa la ritengo doverosa, perché negare la varietà di “razze” umane sarebbe irrazionale (ma comodo) tanto quanto la convinzione di Hume e Cartesio in merito all’”immaginazione collettiva”. (Oggi potremmo parlare di gruppi etnici) L’idea di superiorità razziale(quando una razza domina o schiavizza un’altra razza giustificandosi), diverso dal concetto di varietà di razze, nasce e viene coltivato in ambienti illuministici anglosassoni: vedi risvolti storici. Tant’è, in breve, che la teoria Darwinista sostiene che solo gli organismi più forti danno continuità alla specie, e che tutto muta (mutazione non è sinonimo di adattamento)subendo il condizionamento dell’ambiente nel quale vive. E’ nell’era dei lumi che affonda le radici l’irrazionale e innaturale idea di presunte razze superiori, aiutata dalle super-coscienze storiche. Mai nella storia dell’uomo concetti di supremazia razziale hanno avuto spazio; lo guerre tra popoli spesso hanno visto contrapporsi “consanguinei” e medesime confessioni religiose per motivi di stato, o meglio di potere, ma ufficialmente richiamandosi a concetti e affermazioni di civiltà più evolute, rispetto ad altre retrograde, considerate barbare. Mai nessun uomo veniva disprezzato per l’origine etnica. Solo un popolo, dall’antichità ad oggi, vanta una superiorità che oltrepassa l’aspetto razziale ed è quella ebraica. Infatti, secondo il testo sacro degli “eletti”, il Talmud, tutti i non ebrei sono considerati goym, cioè animali, bestie, un’altra specie; Spesso, volutamente si confonde il razzismo con la discriminazione. Tutti possono essere vittime di discriminazione, i miei figli ne sono state vittime illustri, schivati evitati sol perché figli di quel Emilio Giuliana su cui la malafede dell’avversario ha posato l’onta. Manifestazioni di razzismo e di discriminazione sono esecrabili ed ignobili, sintomo di debolezza e impotenza. Affermare, che l’omosessualità è una mancata maturazione della sessualità, non è né eretico né frutto di bigottismo o ignoranza, ma deduzione desunta da trattati scientifici (categorie oggettive) e dalla certezza che migliaia di persone, se aiutate, possono portare a compimento la loro maturità sessuale come tutti, senza la privazione massima: i figli. Tra asserire ciò e discriminare un omosessuale ci passa il mare. Conosco alcuni omosessuali (dei quali non serve far nome) con i quali vi è un rapporto di assoluta cordialità e rispetto reciproco. Le persone intelligenti scevre da pregiudizi, sono consapevoli dei limiti e miserie umane. L’Islam come religione è inconciliabile con la nostra cultura, in quanto, in alcuni paesi, ha mantenuto tradizioni “barbare”. Pur nondimeno, anche in questo caso, sono molte le miei amicizie con uomini di religione islamica. Tra di noi, pur nella piena consapevolezza delle nostre posizioni religiose, vi è un rispetto e sincera fiducia a tal punto che quando hanno qualche intoppo burocratico sono l’unico al di fuori della loro comunità al quale chiedono aiuto. Per quanto riguarda le comunità di zingari non ho mai espresso giudizi sulla loro cultura, ma ho denunciato nelle sedi opportune (consiglio comunale)gli esclusivi privilegi economici e sociali dei quali solo costoro possono usufruire e godere alla faccia di una nuova povertà emergente. Da tutte le accuse di razzismo, posto a giudizio in tribunale ne sono uscito sempre assolto con formula piena, perché i fatti non sussistono. Questa è la realtà che mi riguarda, ne prenda atto. Basta portare avanti questo ignobile malinteso, paradossalmente utile per discriminarmi politicamente. Un’altra forma di discriminazione molto praticata in certi ambienti moralisti è lo snobismo di chi si erge a saccente censore, contraddistinto dalla presunzione tipica dei catto comunisti e neo comunisti, i quali vittime del loro stesso conformismo (se non sei laureato non hai e non devi avere voce in capitolo), escludono a priori chi non condivide o contraddice le loro “erudite” posizioni, bollandolo come ignorante, cercando di metterlo in disparte nell’atto sacro della democrazia, la discussione pubblica. . Da qualcuno sono ritenuto ignorante perché ho un diploma di scuola media superiore tecnico professionale. Nell’insieme, le critiche dei miei detrattori risultano accuse ad personam; non si discutono le tesi di Emilio Giuliana, giudicano e si limitano a sottolineare che il sottoscritto è un dilettante come interlocutore. Il che può essere un argomento, ma non dimentichino, i maestri di sentenze, che fu un dilettante a fare la più grande scoperta archeologica di tutti i tempi: si chiamava Schliemann e, adottando l’Iliade come guida veridica, laddove tutti la credevano una raccolta di miti e favole, scoprì l’antica Troia. Per chi ha orecchie (e non solo naso): “Non vi è più giudeo né greco, non vi è schiavo né libero, non maschio né femmina, ma tutti voi siete uno solo in Cristo Gesù. E se voi siete di Cristo siete seme di Abramo, eredi secondo la promessa” San Paolo(Gal 3,28-29).

DT 5 – Mettiamo che, per ipotesi, lei diventasse per un anno Presidente della Provincia, con una giunta forte, e potesse scegliere di fare un solo ma importante intervento per migliorare la situazione della provincia, per cosa si spenderebbe?

EG - La crisi economica incombe, molti ne parlano, ma pochissimi conoscono la radice che ha originato il male. Per uscire dalla crisi economica i governi dovrebbero riappropriarsi della proprietà della moneta e scrollarsi di dosso il signoraggio imposto dalle Banche private, vedi banca d’Italia e BCE. Sono le banche private che emettono moneta per le nazioni, vendendole al prezzo del valore che si da alla moneta per convenzione. Le nazioni comprano la propria moneta, indebitandosi con le banche, invece che coniarla autonomamente dovendo sostenere solo il costo della carta e dello inchiostro. Per aggirare, questo ostacolo, ed aumentare in maniera immediata e reale la ricchezza del cittadino in Trentino, mi piacerebbe applicare il metodo con cui Alexander Hamilton, segretario al Tesoro del primo presidente George Washington, aveva trasformato i neonati Stati Uniti da Paese agricolo produttore (per volontà britannica) di cotone e tabacco, in grande potenza industriale. Hamilton creò liquidità emettendo debito pubblico: di fatto, fu un prestito che la giovane nazione americana concesse a se stessa, scommettendo sulle proprio energie creative. Con quei capitali, l’America divenne ciò che è. Il metodo di Hamilton fu importato nel vecchio continente da Friedrich List, e fu l’idea (economia politica dirigistica) che lanciò il prodigioso sviluppo industriale della Germania da poco unificata da Bismarck, altro inaudito miracolo economico. List chiamò quel complesso di idee «sistema americano»: tragicomica ironia, visto che il sistema che l’America attuale diffonde nel mondo anche con le bombe è l’esatto contrario, il sistema britannico di Adam Smith, l’abbandono dei destini dei popoli alla spontaneità del «mercato» inteso come la convergenza di egoismi individuali dei bottegai e degli usurai. Da qui le privatizzazioni (più nessun potere pubblico d’indirizzo, e nessun mezzo concreto per indirizzare), l’abolizione dei dazi sulle importazioni anche superflue, le delocalizzazioni devastanti. «I capitali vanno in Asia ad industrializzarla, e l’Europa importa povertà: i nostri lavoratori sono schiacciati fra salari che tendono a quelli cinesi, e costo della vita europeo», ha detto Tremonti. Ciò non sembrerà nemmeno originale al comune cittadino che già constata questo strangolamento sulla propria pelle. Ma che un politico ufficiale lo dica ad alta voce, è rarissimo. Il perché si può capire. Hamilton fu ucciso, quarantenne. List fu portato alla disperazione e alla miseria, e morì suicida. Nessuno dei governanti che hanno usato il metodo Hamilton di emissione di debito pubblico per lo sviluppo della ricchezza reale, inviso alla finanza privata, è morto sereno nel suo letto. Il capo della Deutsche Bank che, appena cadde il Muro, andò a proporre a Wall Street (ingenuo) un grande piano di sviluppo delle obsolete fabbriche dell’Est europeo e della Russia. «Entro dieci anni la Germania Est sarà il complesso industriale tecnologicamente più avanzato d’Europa», promise Herrausen in una intervista al Wall Street Journal il 20 novembre 1989, chiedendo l’afflusso di capitali americani per il suo progetto. Trenta giorni dopo, venne fatto a pezzi da una bomba potentissima, piazzata all’uscita della sua villa, il cui filo d’innesco risultò poi annegato nell’asfalto: un lavoro da professionisti di servizi segreti, ma rivendicato dalla Rote Armee Fraktion, i terroristi comunisti. Accadde lo stesso anche a Detlev Rohwedder, l’economista che fu scelto a sostituire Herrausen. A capo della holding pubblica cui vennero conferite le vecchie fabbriche comuniste tedesco-orientali, Rohwedder ricevette caldi inviti dalla finanza anglo-americana a privatizzarle subito, in modo che gli acquirenti le abbattessero e vendessero i terreni a scopo edilizio. Rohwedder (ingenuo) disse di voler «privilegiare una politica di risanamento rispetto alle privatizzazioni». Voleva incanalare investimenti pubblici in quelle industrie per rammodernarle, tenerle di proprietà pubblica finché non fossero rigenerate per «far sì che la popolazione della Germania est superi al più presto la sua condizione d’inferiorità materiale». Rohwedder fece queste dichiarazioni al Frankfurte Allgemeine il 30 marzo 1991. Il 2 aprile, fu fulminato mentre passava davanti ad una finestra della sua casa a Duesseldorf, da tre colpi sparati nella notte da un cecchino con carabina a raggi infrarossi e visore notturno. Quella volta nemmeno fecero finta di inscenare un attentato «terroristico». Anche se a rivendicare quel delitto fu la Rote Armèe Fraktion, come oggi Al Qaeda. Di Herrausen e Rohwedder sono scomparsi persino i nomi sui media e da internet.

DT 6 – Risuona ancora l’eco della notizia del concerto tenuto al “Gasoline Road Bar “ sabato 24 novembre 2009 dai gruppo veronese dei Gesta Bellica, invitati a Trento da Lei. Cosa ne pensa delle dichiarazioni del vicepresidente della Provincia Autonoma di Trento Giovanni Kessler e della mobilitazione del Centro Sociale Bruno e di Onda Anomala per impedire il concerto?

EG - Ognuno pensa e può dire quello che vuole, ritengo un esagerazione e fuori luogo le strumentalizzazioni e le falsità. Kessler subito dopo le elezioni provinciali intervistato a TCA -TV, aveva detto orgogliosamente che avevano contribuito alla sua elezione anche frequentatori dei centri sociali. Mi piacerebbe sapere quanti tra i manifestanti di sabato 14 novembre, che hanno sfilato per le vie di Trento hanno votato Giovanni Kessler. …si, lo so, ha condannato le azioni degli Anarchici, ma “lor signori” rimangono praticamente impuniti.

DT 7 – I Gesta Bellica hanno dedicato a Priebke una canzone ( titolo Ilcapitano).Questa canzone chiede libertà per quello che molti identificano come un aguzzino nazista. Secondo Lei, specialmente nei più giovani, non vi è una confusione/sovrapposizione tra fascismo e nazismo, e se non è il caso che rappresentanti della destra sociale aiutino questi ragazzi a capirne le profonde differenze? Cosa ne pensa del periodo storico del nazionalsocialismo in Germania e del fascismo in Italia?

EG - Pare che un Gesuita, amico di Pio XII, abbia detto a Sua Santità: “Santo Padre, ho parlato diffusamente con un uomo dottissimo. Mi ha detto che solamente una metà della storia è vera. Vostra Santità ritiene che ciò sia giusto? . Papa Pio XII, uomo dottissimo anch’egli, ci pensò alquanto prima di rispondere. Poi disse: meno della metà. (Ugo Mursia Editore- Aubrey Menen – Roma Mito e realtà). Purtroppo, la storia che si insegna nelle scuole, che si propina e diffonde attraverso i mass media e distorta, falsa politicizzata e anticattolica. La Storia non dovrebbe essere una raccolta di fiabe ma una scienza esatta! Non sta a me scriverla o insegnarla, però qualche opinione me la sono fatta. Dopo aver letto il libro Erich Priebke, AutobiografiaVae VICTIS, o voluto conoscerlo di persona. Oggi è un uomo profondamente cattolico, praticante che si comunica ogni festività. Per poter parlare, scevri da condizionamenti e pressioni di lobby, del periodo Fascista o Nazionalsocialista occorre che passi ancora del tempo, sono troppo gli interessi, le fortune e le sfortune sulla quale speculano molte persone. Certamente, Fascismo e Nazionalsocialismo sono state due esperienze diverse nel secolo delle ideologie imperanti.

DT 8 – E slittata al 23 marzo 2010 la sentenza del Consiglio di Stato sulle elezioni provinciali in merito al ricorso presentato dalla Fiamma Tricolore per contestare la legittimità delle ultime elezioni provinciali. Cosa ne pensa del fatto che un trasferimento di un giudice relatore porti al riesame di parte di un altro giudice di tutta la vicenda e di una nuova analisi di tutti gli incartamenti? Ed inoltre, cosa ne pensa, in generale, della giustizia in Italia, anche alla luce delle sue vicende personali?

EG - Credo che qualche santo in paradiso lo abbia anche Lorenzo Dellai. Non mi meraviglio, anzi lo capisco! Giovanni Giolitti diceva che la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica. Dal risorgimento ad oggi questa considerazione è rimasta attuale. E’ cambiato però il potere dei magistrati, i quali di fatto hanno potere di governo in Italia. Una riforma della giustizia è assolutamente necessaria, perché di questo passo si arriva ad una “moderna” tirannia. In Italia, i pubblici ministeri, possono diventare magistrati, dunque un soggetto indagato dal pubblico ministero Tale, potrebbe essere giudicato dallo stesso nella nuova veste di giudice! I pubblici ministeri americani, hanno grandi poteri, ma anche grandi responsabilità, infatti per essi, in caso di errore, sono previste sanzioni proporzionali alla gravità e responsabilità dello sbaglio, finanche allo stesso arresto. Diversamente i rispettivi P.M. inglesi non hanno potere, ma per contro neanche responsabilità. I pubblici ministeri italiani hanno potere illimitato come i loro colleghi d’oltre oceano, ma in caso di fallo restano impuniti come i loro colleghi inglesi. – Incredibile! Un’altra anomalia tutta italiana è che a condurre le indagini sono i pubblici ministeri e non gli organi preposti di Polizia. Questa particolarità comporta che ad ogni indagine segua un processo. Sfido (la logica) a trovare un pubblico ministero disposto a mettere in dubbio una propria indagine! Se a condurre le indagini fosse una sezione della Polizia Giudiziaria (per esempio nel Regno Unito a condurre le indagini è Scotland Yard), il P.M. non avrebbe nessuna difficoltà a segnalare agli indaganti eventuali abbagli.

DT 9 – Le elezioni provinciali per la Fiamma Tricolore non sono andate bene. Stessa cosa per quelle Comunali. Cosa prevede per nel suo futuro politico?

EG - Parola d’ordine resistere! Ah,Ah,Ah, ha toccato un nervo scoperto. I mezzi della nostra rappresentanza politica sono paragonabili a quelli dei Palestinesi contro gli Israeliani. Oltre a non possedere mezzi economici e strutturali, tutti i media ci sono contro, e questo, come può ben immaginare, mina il nostro raccolto elettorale.

DT 10 – Cosa ne pensa di internet e del informazione che si può trovare in rete?

EG - Con le dovute precauzioni, soprattutto se si hanno dei figli, internet lo ritengo l’unico mezzo di informazione mediatico libero. Bene inteso, chi ha ideato internet, non aveva certo l’intenzione di rendere un favore alla libertà di informazione, la libertà dell’informazione sul web è solo un effetto collaterale che si è ritorto contro i grandi burattinai che tirano le fila dei governi mondiali.

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