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Trento, li 25/09/2007
Al Presidente del Consiglio comunale
Dott. Alberto Pattini
SEDE
Ordine del giorno
Oggetto: interruzione dei contributi e sussidi per gli zingari
E’ un atto di civiltà che il Comune di Trento sia disponibile ad una politica di accoglienza verso persone straniere o apolidi in difficoltà a patto che si vogliano integrare nella nostra comunità accettandone le regole e, così come deve facilitare percorsi positivi di integrazione, allo stesso modo dovrà essere fermo nel chiedere l'allontanamento di chi non vuol saperne di integrarsi o, dopo un periodo di soggiorno, non sia in grado di sostentarsi in modo legale finendo per diventare un problema di ordine pubblico e un peso ingiustificato per la comunità cittadina.
Purtroppo, l’aumento vertiginoso del costo della vita, causato da stravolgimenti economici e sociali, nazionali ed internazionali, che l’asservito governo centrale è incapace di affrontare, genera nuove “criticità sociali”.
Strati sociali sempre più vasti della comunità nazionale si impoveriscono sempre più andando ad ingigantire quella che viene definita la “fascia grigia”.
Coloro che si trovano in questa fascia, ed è la maggioranza della popolazione, da una parte non gode dei privilegi e della sicurezza di chi ha un tenore di vita alto e dall’altra non è garantito dagli ammortizzatori sociali previsti per i meno abbienti, inoltre le circoscrizioni e associazioni di settore lamentano un progressivo impoverimento delle persone anziane, le quali non arrivando a fine mese, per sopravvivere, chiedono che venga loro fatto credito, acquistando il più delle volte cibo di seconda scelta.
Nonostante ciò, l’amministrazione comunale di Trento, dimostrandosi poco attenta alle emergenze sociali ed economiche, quelle vere si intende, non ai pruriti di sparute e parassitarie minoranze nei confronti dei quali ha mostrato sin troppo interesse, elargisce ingiustificatamente cospicue somme di danaro solo in determinate direzioni.
A godere dei sopra menzionati privilegi economici, è in particolare la comunità degli zingari.
L’amministrazione Trentina ha stanziato 662.400,00 euro per la gestione del campo nomadi di Ravina;
ed elargisce ogni mese:
58,00 euro per chi frequenta scuole di infanzia ed elementare;
87,00 euro per la frequenza delle scuole medie inferiori;
145,00 euro per la frequenza di scuole secondarie, istituti professionali, corsi di formazione e iniziative formazione/lavoro;
Il tutto per una spesa complessiva nell’anno 2007 di 50.199,00 euro su 60.000,00 previsti dal bilancio comunale.
Paradossalmente, gli italiani che non mandano i loro figli a scuola vengono perseguiti dalla legge e non usufruiscono del privilegio di cui godono gli zingari, ovvero “stimoli economici per la scolarizzazione”. Gli italiani o altri cittadini non appartenenti alla comunità nomade, indipendentemente dalle condizioni socio economiche, per far si che i propri figli possano accedere alle scuole materne pagano la retta mensile.
I pochi italiani che usufruiscono del ridicolo minimo vitale, ne giovano in virtù delle tasse che gli italiani da secoli versano all’ erario Italiano, cosa che non hanno mai fatto gli zingari.
I fatti di furberia e di delinquenza che vedono coinvolti molti nomadi sono testimoniati dalla cronaca e dalle numerose denunce raccolte dalle forze di polizia, senza tenere in considerazione gli svariati furti ad opera di nomadi minori di quattordici anni di età, che non sono perseguibili per legge.
Notoriamente spetta al Tribunale dei Minori togliere la potestà genitoriale a chi non rispetta i diritti dei minori, che sono appunto diritti inalienabili. In concreto, un bambino sorpreso a fare accattonaggio, al furto o al lavoro domestico. Una convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, firmata anche dall’Italia, sancisce quanto sopra detto.
Ricordo con simpatia, una recente denuncia formalizzata dai mattacchioni del csa Bruno, proprio a scapito dei Sinti, i quali approfittando dell’amicizia concessa loro, al momento opportuno svuotarono lo stabile occupato dell’Ex Zuffo di ogni oggetto, trovando anche il tempo per defecare all’interno dello stabile stesso come firma e ringraziamento.
Cito anche le numerosissime volte che ho trovato zingare a rubare nel mio negozio d’abbigliamento e sono numerose le testimonianze di altri esercenti che vivono questa piaga quotidianamente.
Il fatto inquietante sta nel rapporto tra il numero della popolazione di zingari presenti nel nostro comune e l’altissima incidenza di reati compiuti che li vede protagonisti.
Le cose da raccontare sarebbero molte, ma mi chiedo come sia possibile che chiunque abbia un’ attività lavorativa, sia soggetto a ”Viscosi” studi di settore, mentre nessuno chiede conto ai nomadi di come facciano a possedere costose e lussuose automobili. In una intervista rilasciata da alcuni zingari ad un quotidiano locale, essi dichiarano che il mestiere che svolgono da tempo è il recupero del ferro vecchio. Dubito che la raccolta del ferro vecchio renda così tanto, sono altri i metalli che permetterebbero un così ricco guadagno! Nella stessa intervista gli zingari accusano i rumeni di ciò che viene ad essi imputato, ovvero, a dire degli zingari, sarebbero i rumeni che vivono di espedienti e di furberie. Se simili affermazioni fossero fatte da chi, come me, non appartiene alla comunità nomade alte si leverebbero le accuse, le urla e gli strepiti isterici di razzismo, mentre se gli zingari accusano i rumeni di ciò che ad essi viene imputato, nessun ipocrita benpensante si strapperà le vesti accusando gli apolidi di razzismo.
Un’atra questione da chiarire consiste nella contraddizione in termini in cui cadono i nomadi. Il termine nomade infatti significa che non si è stanziali, dunque gli zingari che vivono a Trento, se vogliono godere dello status di nomadi, trascorsi i termini di legge, devono abbandonare la nostra città, perché diversamente non si possono considerare più tali. Questo è il caso degli zingari di Trento, i quali risiedono in pianta stabile nel nostro comune. Dunque, vista la loro sedentarietà, non dovrebbero più usufruire dei sussidi ad essi destinati.
Ciò detto, non è onorevole confondere volutamente il pregiudizio con la realtà dei fatti, per sviare con frasi ad effetto questo reale e grave problema sociale. Piuttosto, si facciano da parte i sindacati, le innumerevoli associazioni, gestite da comunisti e catto-comunisti che del fenomeno nomade ne fanno il loro posto di lavoro e la loro ricchezza economica, perché solo così si potrà dare una soluzione alla questione nomade, restituendo la legittima serenità e tranquillità ai cittadini di Trento.
tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere comunale, impegna il sindaco, e la giunta comunale a voler
- a sospendere immediatamente i sussidi scolastici, privilegio accordato solo alla comunità zingara e a nessun altra etnia presente sul nostro territorio;
- a ridimensionare in misura almeno del 50% il contributo per la gestione del campo nomadi e a non finanziare il pagamento delle utenze di acqua, luce , gas, immondizie, occupazione del suolo pubblico, smaltimento dei liquami, che dovranno essere a carico dei residenti nel campo nomadi;
- a far rispettare, tramite intervento della Polizia Comunale e degli assistenti sociali, la Convenzione internazionale sui Diritti dell’Infanzia, in tutti quei casi in cui sono implicati minori zingari per accattonaggio, furto e sfruttamento.
- a sollecitare il Prefetto e le forze dell’ordine, ad applicare la direttiva europea, divenuta operativa anche in Italia con il Decreto Legislativo 30/2007, che consente l'espulsione dal nostro paese anche di cittadini dell'Unione Europea non in grado di provvedere al sostentamento proprio e delle loro famiglie.
Consigliere comunale Fiamma Tricolore
Emilio Giuliana