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Per essermi espresso in maniera non conformista sulla omosessualità e sulle coppie gay nell'ambito della commissione pari opportunità sono stato accusato di tutto e di più. Anche il mio intervento allora si baserà sulla omosessualità e sulle coppie gay visto che l'ordine del giorno di Maestranzi e altri consiglieri chiede al sindaco e alla giunta di aprire un apposito ufficio in comune ( quanti soldi ci costerà? ) per tenere un registro amministrativo delle unioni civili dove iscrivere le persone legate da vincoli non legali ma solo affettivi. Parlando di “persone” e non di uomo e donna si intende parlare di due uomini o di due donne o anche di più ancora e quindi di coppie gay o triple o quadruple.
Se si dicesse che l'omosessualità è promossa da un gruppo di potere con l'intento di farla apparire come un fenomeno naturale, servendosi anche del potere politico, non si affermerebbe nulla di nuovo. Se si volesse, semplificando, evidenziare le modalità attraverso cui l'orientamento anzidetto si attua, ci si troverebbe di fronte ad una duplice considerazione: da una parte la promozione dell'omosessualità in tutti i campi della cultura contemporanea; dall'altra la lotta repressiva contro ogni interpretazione dell'omosessualità che ammetta una possibilità di recupero dell'omosessuale. II primo modo consiste in una strategia che prevede la promozione mediatica dell'omosessuale, in primis attraverso la televisione.
Questa tattica viene spiegata da Hunter Madsen, gay dichiarato ed esperto in tecniche di persuasione pubblica e social marketing, incaricato, negli anni novanta, di redigere un manifesto gay allo scopo di valorizzare l'immagine dell'omosessuale. Secondo l'esperto, per raggiungere lo scopo bisognava portare avanti una duplice mossa: una vòlta a colpevolizzare chi condannava l'omosessualità, l'altra vòlta ad esporre gli omosessuali il maggior tempo possibile nei programmi televisivi, allo scopo di abbassare il pregiudizio nei loro confronti. L'esposizione prolungata dei gay in televisione, come accade con tutti i meccanismi di difesa psico-fisiologici di una persona, provoca una caduta dell'atteggiamento di rifiuto ed un correlato avvicinamento alla figura prima respinta da parte del pubblico meno informato e quindi più facilmente plagiabile, stimato, in una ricerca del settore, intorno al 35-40%. Questo spiega perché, già da alcuni anni, la presenza di gay in TV sia cresciuta vertiginosamente. Laddove la cultura gay è più diffusa si giunge anche a compiere più gravi atti sociali, come in Canada, dove l'omosessualità è stata introdotta nei programmi educativi e scolastici. Stephen Boissoin, pastore evangelico canadese, ennesima vittima della tirannia ideologica, afferma che con questo provvedimento «I bambini di 5-6 anni soffriranno un danno psicologico e fisiologico forse irreparabile per le letture e le immagini che dovranno vedere a causa di questi nuovi diritti» (Radici Cristiane, dicembre 2005, n. 10. Omosessualità: grave minaccia alla libertà di pensiero). Il secondo modo consiste nell'affermare che l'omosessualità è un fenomeno naturale e che, quindi, bisogna lottare contro chi cerca di recuperare gli omosessuali. Questo secondo modo si collega strettamente con l'accusa di omofobia.
Bisogna chiarire che esprimere un giudizio sfavorevole sull'omosessualità è sempre lecito; non costituisce un atto di discriminazione razziale come lo si vuol fare apparire, accusando chi lo emette di omofobia. Naturalmente è diverso quando si condanna l'omosessuale in quanto persona, vittima di un problema. Si obietterà che condannare l'omosessualità è in fondo condannare l'omosessuale stesso. Non è così. È necessario, anzi, chiarire la trappola ideologica oggi innescata per tacitare la verità e chiunque non sia allineato con il pensiero dominante. Chi si sognerebbe, ad esempio, di punire chi esprime un parere negativo sull'obesità, magari per non averla considerata una condizione corporea normale tra le altre possibili? È ovvio che il giudizio sull'obesità non implica un giudizio contro l'obeso. Se così non fosse non potremmo aprire dibattiti su nessuna situazione di principio collegabile alla persona, perché ogni giudizio sul fenomeno sarebbe un giudizio rivolto direttamente alla persona. Ma così non è e non potrà essere mai, salvo il caso in cui non si decida di vivere in un regime in cui sia vietato pensare ed esprimere il proprio giudizio su una qualunque questione. Purtroppo la tendenza attuale è quella di mettere il bavaglio a chiunque osi pensare dell'ssualità in modo diverso, come ad esempio avviene quando la si considera un disturbo da correggere. La stessa terapia di recupero degli omosessuali è fortemente osteggiata anche a livello politico. In Italia l’onorevole Grillino, presidente dell’arcygay e deputato dei Democratici di Sinistra, ha presentato un'interrogazione parlamentare affinchè la terapia di recupero venga bloccata tramite gli ordini professionali. Questo, che possiamo definire un atto molto grave, è un sopruso contro tutti gli omosessuali che scelgono liberamente di sottoporsi alla terapia nella speranza di eliminare le tendenze indesiderate. Interpellanze simili rivolte al Parlamento non dovrebbero neanche essere prese in considerazione in quanto lesive della libertà delle minoranze. Sorprende, poi, che proprio chi vorrebbe difendere le minoranze finisce per schiacciarle. Evidentemente si tratta solo di una sensibilità ideologica, una sensibilità che costituisce la radice delle vera intolleranza e discriminazione.
Tengo a precisare che quanto ho appena letto non è stato scritto da me, ma trattasi di un articolo, dalla prima all'ultima riga, tratto dal settimanale di padre Pio n.4 del 2006 di data 22 gennaio 2006 autore Claudio Circelli, settimanale che si può ricevere anche qui, nella Chiesa che si trova all'inizio di via belenzani in prossimità di piazza del Duomo.
Pertanto non sono il solo ad esprimermi in modo negativo verso l'omosessualità ma mi sento in buona compagnia, a meno che non si voglia accusare anche i monaci francescani dell'Immacolata di filonazismo, come è stato per me, ma ciò credo sia un po' difficile quanto meno perché il loro fondatore fu San Massimiliano Kolbe che morì nei campi di prigionia tedeschi per salvare la vita di un altro internato.
Tra le varie cose che sono state dette sul mio conto, tra le più buone, si è detto che sarei ignorante in materia di omosessualità nel senso che non conoscevo il problema. Anche ciò non corrisponde al vero e mi sia permesso di raccontare un episodio così come il consigliere Bruno Firmani ha raccontato la sua esperienza personale. Dal 1994 al 1996 sono stato per ben tre anni nell'esercito italiano e precisamente nel genio ferrovieri. Sotto le armi assieme a me c'era anche un ragazzo che ci accorgemmo tutti aveva dei problemi a rapportarsi con persone dell'altro sesso con le quali noi altri militari eravamo tutt'altro che impacciati. Questo ragazzo era soggetto anche a depressione, a stati ansiosi, a disturbi del comportamento nei confronti degli altri commilitoni e mancava di autostima. Poiché avevo un certo ascendente nell'ambito della nostra compagnia il cappellano militare, facendo leva sul fatto che siamo tutti fratelli in Cristo, mi chiese una mano per aiutare questo ragazzo a lasciare perdere e a buttare via il vizio omosessuale che aveva contratto durante l'adolescenza per una serie di motivi. Nel giro di un paio d'anni questo ragazzo riuscii a curare e ad eliminare il suo disordine sessuale rimanendo per altro uno dei miei più cari amici. Ecco perché io ho affermato che i disordini sessuali vanno curati e si possono curare. Se invece altri soggetti vogliono rimanere nel vizio omosessuale, come scelta gay, allora che ci rimangano pure, ma non pretendano che la società riconosca loro dei diritti come coppia perché loro non sono una famiglia.
Con mio grande rammarico con i problemi reali ed importanti che attanagliano la nostra comunità, Si è costretti a discutere dell’ennesimo prodotto di una società ormai in decomposizione.
È evidente che questi attacchi che minano i capi saldi della nostra società sono orchestrati da poteri occulti anticristiani e propagandati inconsapevolmente o consapevolmente dai loro servi, , ovvero liberali di destra o di centro e in prevalenza dalla sinistra politica.
Sembra un secolo, ma La sinistra prima difendeva gli operai, si batteva per i salariati e i proletari.
Oggi invece non difende più diritti, ma piaceri, paturnie, ribellismi, voglie: purché espresse da qualche gruppo che sembri «potente».
Aizzavate gli operai alla rivolta solo finché essi erano «la forza sociale più potente» ( definizione di Engels);ora che non lo sono più avete scelto, altri nuclei sociali “potenti”: a quanto pare, i sodomiti lo sono, anche se in altri tempi ritenendo l’omosessualità un vizietto borghese il partito Comunista espulse Pasolini.
Premesso che l’Articolo 29 della costituzione italiana «intende con univoca precisione la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”» e quindi con una madre che diventa tale solo se si accompagna ad un uomo, non ad un’altra donna.
Non reggono le argomentazione secondo le quali il riconoscimento legale delle unioni omosessuali sarebbe necessario per evitare che i conviventi perdano, per il semplice fatto della loro convivenza, l’effettivo riconoscimento dei diritti comuni che essi hanno in quanto persone e in quanto cittadini. In realtà, essi possono sempre ricorrere come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata – al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse.
Diversamente, una legge che regolamentasse le unioni di fatto, obbligherebbe anche chi non lo ritiene opportuno a disciplinarsi nei pacs. Certo non sarebbe la prima volta che in Italia si varano leggi che limitano la libertà individuale, su tutte mi viene in mente la liberticida legge 205, meglio conosciuta come Mancino, che vieta la libertà d’opinione e d’espressione.
Rimarco che l’unione tra omosessuali, perché di fatto sono gli unici che possono trarre vantaggio, in prospettiva di una legge che consenta loro il matrimonio, porterebbe a seguire le adozioni dei bambini. Di questo passo, tra qualche tempo ci troveremo a discutere delle richieste che verranno avanzate da pedofili e zoofili - tanto in Svezia la zoofilia da qualche anno è stata depenalizzata.
Piuttosto auspico l’introduzione di leggi, secondo le quali la sanità si faccia carico delle spese mediche di ogni persona affetta da confusione sessuale che voglia trovare la retta via, indicata dalla natura, sfido chiunque in quest’aula a dire che è stato partorito dal padre!
La libertà è dove puoi vivere come piace all’intrepido cuore; dove vivi secondo le leggi e i costumi dei tuoi padri; dove gioisci di ciò che già rendeva felici i tuoi avi.