Emilio Giuliana


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21 settembre 2005

Comunicati > 2005

Questi due ultimi giorni sono stati caratterizzati da due fatti degni di cronaca. Il primo riguarda la ricorrenza della breccia di Porta Pia a Roma, il secondo la scomparsa di Simon Wiesenthal. In tutti e due i casi sento il bisogno di dissentire dalla retorica omologante, proiettata a voler far passare positivamente degli accadimenti che positivi non sono.

Chi oggi festeggia quell´episodio funesto, non può certo che essere un degno discendente di briganti della risma di, Garibaldi, Mazzini, Cavour ed altre insigni persone. I quali, sotto il falso pretesto dell´unità d´Italia, si appropriarono indebitamente dello Stato del Vaticano.

Questo sacrilegio era stato bene orchestrato da quelle logge massoniche che tutt´oggi attraverso i loro affiliati, fanno passare una usurpazione come un motivo di vanto e di festa. Chiaramente, questi luminari storici omettono la verità, tra tutte, le vicende che videro protagonisti gli zuavi pontifici, l´Esercito di volontari accorsi da tutto il mondo in difesa della Chiesa cattolica e dei territori dello Stato Pontificio, donati alla Chiesa nell´anno 754 da Pipino il Breve.

Inoltre, da cattolico mi dissocio dal cordoglio ad indirizzo di Simon Wiesenthal, che per sessant´anni ha applicato la legge mosaica del Vecchio Testamento: occhio per occhio, dente per dente. Per il quale però, mi raccoglierò nel silenzio per pregare per la sua anima, affinché Dio possa avere misericordia anche di quest´uomo.

Emilio Giuliana

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