Emilio Giuliana


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13 febbraio 2007

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Valduga, Rovereto, Foibe..
Trento, 13 febbraio 2007

I sedicenti storici di sinistra, imbarazzati nel dover ammettere che l’ideologia comunista è spietata e sanguinaria per propria natura, nelle loro condanne di circostanza, perché diversamente oggi sarebbe politicamente scorretto non condannare le foibe, subdolamente continuano a giustificare “la questione Titina” motivando l’epurazione italiana adducendo come causa la supposta prepotenza fascista in quei territori. E’ chiaro che tali mistificazioni sono faziose e prive di solidità storica.

I 60 milioni di cambogiani uccisi dal comunista Pol Pot, i Laogai Cinesi, lo sterminio dei Kulaki in Russia, l’eliminazione dei dissidenti cubani comandati da Fidel Castro, ecc., non sono certo il frutto di precedenti regimi fascisti.

Il sindaco Valduga, non si erga a censore morale, di chi può o non può commemorare la giornata del ricordo, perché è bene che ricordi, che se oggi può commemorare in forma solenne quel tragico periodo storico lo deve al Movimento Sociale Italiano, il quale negli anni si è sempre battuto per il riconoscimento del dramma di cui furono vittime migliaia di uomini, italiani e croati cattolici, senza mai fare distinzione tra fascisti e antifascisti.

Il sindaco Valduga, che ha scambiato la commemorazione con un raduno, se no ne fosse stato a conoscenza, e bene che sappia, che alla nostra iniziativa sono stati invitati a partecipare tutte le compagini politiche, di destra, di sinistra, di centro, autonomisti, associazioni e singoli cittadini. Invito, che per altro è stato raccolto da diversi consiglieri comunali di Trento e Rovereto, i quali a titolo personale hanno presenziato la cerimonia.

Sindaco Valduga, le nostre iniziative sono sempre dettate dal cuore e spinte dall’amore, dunque le garantisco che la nostra coscienza è incolume, è più facile che la sua coscienza sia viziata da interessi e tornaconti politici.

Il sindaco da uomo navigato, sa bene che non possono essere “tre nostalgici” a destare preoccupazioni. Infatti Rovereto è considerata una tra le quattro città in Italia, con gruppi eversivi di anarchici più attivi, attività che si concretizzano in svariati e continui reati. Ma nonostante i loro reiterati atti delinquenziali, l’amministrazione comunale manifesta nei loro confronti un evidente atteggiamento di inquietante tolleranza. Forse, il Sindaco Valduga quando parla di una “vaccinata democrazia” il suo pensiero si rivolge agli Anarchici?



Consigliere Comunale
Emilio Giuliana

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